I moscerini degli scarichi

 
a cura dell’Ufficio Tecnico INDIA
 
Gli psicodidi – i moscerini degli scarichi – non pungono e non causano danni diretti, quindi perché è necessario intervenire?  
 
Perché trasmettono batteri e potrebbero costituire un corpo estraneo all’interno degli alimenti, quindi non possono essere tollerati in ambienti di lavorazione alimentare.
Perché a temperature elevate possono moltiplicarsi in massa e diventare fastidiosi, in particolare le larve possono rappresentare un elemento di danno quando si insediano negli scarichi delle acque reflue: raggiungendo densità elevate possono ostruire i filtri di depurazione o le condutture stesse.    
Per il ruolo di vettori meccanici evidenziamo che sul corpo di Clogmia albipunctata (uno psicodide molto comune) sono stati ritrovati svariati batteri, tra cui: Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae ssp. pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa. Infatti, sotto l’aspetto medico sono segnalate alcune patologie causate accidentalmente dagli psicodidi: ad esempio l’ingestione accidentale di larve, possibile in condizioni igieniche precarie, causa colite e miasi (a livello nasale, intestinale e urogenitale), mentre l’inalazione di frammenti del corpo degli adulti può causare l’insorgenza di affezioni asmatiche.  

 

Come riconoscerli

La famiglia, pur essendo morfologicamente eterogenea, presenta diversi caratteri tipici: gli psicodidi adulti non sono in grado di pungere, sono piccoli moscerini di 1-5 mm di lunghezza, hanno il corpo ricoperto da squame e setole, le ali sono molto pelose. La livrea è generalmente bianco-grigiastra o bruno-nerastra. Le larve sono lunghe 4-10 mm, sono apode ed eucefale, con corpo generalmente allungato, cilindrico o più o meno appiattito e fusiforme, possono essere presenti sifoni respiratori (Psychodinae). La pupa è allungata e fornita di due tubi respiratori dorsali nel cefalotorace.

La bio-etologia degli Psicodidi

Le femmine degli psicodidi depongono ammassi di 30 – 100 uova sulla superficie del biofilm presente in sifoni, scarichi, toilette… e non solo: qualsiasi posto sufficientemente umido come anche i luoghi che accumulano la condensa delle tubature idrauliche e degli impianti d’irrigazione sono ottimi per la loro riproduzione.

L’uovo si sviluppa, a seconda delle condizioni ambientali, in 1-4 settimane, mentre gli adulti hanno una vita media di due settimane circa. Le larve, saprofaghe, si rinvengono in luoghi molto umidi ricchi di materiale organico in decomposizione, come alghe, funghi e batteri.

È importante ricordare che le larve degli psicodidi sono dotate di sifoni respiratori, quindi possono trovarsi anche in ambienti prettamente acquatici, semiacquatici o riconducibili a questi: acque reflue non depurate, sifoni e pozzetti idraulici dei servizi igienici civili e domestici, ecc.

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