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Lobby agricola europea e il Green Deal: un’inchiesta ricostruisce le strategie che hanno rallentato alcune riforme

Le politiche ambientali del Green Deal europeo sono state al centro di un’intensa attività di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni ambientaliste. Un’inchiesta pubblicata dal The Guardian e dal progetto investigativo Grilled, ricostruisce, attraverso documenti interni, le strategie adottate da Copa-Cogeca, principale organizzazione di rappresentanza del settore agricolo europeo, per influenzare l’iter di alcune delle principali riforme su pesticidi, allevamenti intensivi e benessere animale

Green Deal e il rallentamento delle Lobby

L’inchiesta sui documenti interni di Copa-Cogeca

Secondo quanto riportato dall’inchiesta, Copa-Cogeca – che rappresenta organizzazioni agricole e cooperative europee, tra cui alcune italiane come Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – avrebbe messo in campo diverse iniziative di lobbying per rallentare o modificare alcune proposte legislative della Commissione europea.

Tra le strategie descritte figurano richieste di ulteriori valutazioni d’impatto, incontri con decisori politici, studi commissionati per evidenziare le possibili ricadute economiche delle riforme e un coordinamento con governi nazionali e altri soggetti interessati.

Il rinvio della riforma sui pesticidi

Uno dei dossier più rilevanti riguarda la proposta europea per ridurre del 50% entro il 2030 l’uso e il rischio dei pesticidi chimici, prevista dalla strategia Farm to Fork.

Secondo i documenti citati nell’inchiesta, l’obiettivo della lobby sarebbe stato quello di prolungare il negoziato fino alle elezioni europee del 2024,. Questo nella prospettiva di un contesto politico meno favorevole alle politiche ambientali. La proposta sul regolamento relativo all’uso sostenibile dei pesticidi è stata poi ritirata dalla Commissione europea nel febbraio 2024.

L’inchiesta richiama anche il dibattito sul rinnovo dell’autorizzazione del glifosato. Prorogata dalla Commissione europea fino al dicembre 2033 dopo il mancato raggiungimento di una maggioranza qualificata tra gli Stati membri. Sul tema restano valutazioni differenti tra le principali autorità scientifiche: l’IARC lo classifica come “probabilmente cancerogeno”, mentre EFSA ed ECHA hanno ritenuto che, alle condizioni stabilite dall’Unione europea, non vi fossero elementi per impedirne il rinnovo.

Allevamenti intensivi e norme sulle emissioni

L’inchiesta dedica spazio anche alla revisione della direttiva europea sulle emissioni industriali, che avrebbe esteso alcune prescrizioni ambientali ai grandi allevamenti.

Secondo Grilled, lettere e attività di pressione svolte da Copa-Cogeca avrebbero contribuito a modificare le soglie previste nella proposta iniziale già prima della sua pubblicazione. Il testo definitivo, approvato nel 2024, ha poi limitato l’ambito di applicazione della normativa. Così escludendo gli allevamenti bovini e modificando i criteri previsti per quelli suinicoli e avicoli.

Benessere animale e superamento delle gabbie

Tra i temi affrontati emerge anche la proposta di eliminare progressivamente le gabbie negli allevamenti, sostenuta dall’iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age.

Secondo i documenti riportati dall’inchiesta, alcuni rappresentanti del settore avrebbero riconosciuto che il superamento delle gabbie sarebbe tecnicamente possibile con adeguati sostegni economici. Nonostante questo, la posizione ufficiale dell’organizzazione chiedeva tempi di transizione più lunghi. La proposta legislativa annunciata dalla Commissione europea non è stata presentata entro i tempi inizialmente previsti.

Le reazioni

Copa-Cogeca, riferiscono The Guardian e Grilled, non ha risposto alle richieste di commento formulate nell’ambito dell’inchiesta. La Commissione europea ha invece ribadito che le proprie decisioni vengono adottate nel rispetto delle procedure previste dall’Unione e nell’interesse generale.

L’inchiesta ha riacceso il dibattito sul ruolo delle attività di lobbying nel processo decisionale europeo. Ponendo un punto di domanda sull’equilibrio tra la rappresentanza degli interessi economici e gli obiettivi delle politiche ambientali.

L’indagine pubblicata da The Guardian e Grilled, propone una ricostruzione documentale delle attività di lobbying legate ad alcune delle principali riforme del Green Deal europeo. Pur confermando il ruolo legittimo della rappresentanza degli interessi nel processo legislativo, l’inchiesta solleva interrogativi sull’influenza esercitata durante la definizione delle politiche ambientali e agricole dell’Unione europea.