Le infestazioni delle derrate alimentari continuano a rappresentare una delle criticità da monitorare lungo la filiera agroalimentare. Sebbene gli episodi non siano particolarmente frequenti, le conseguenze potenziali in termini di sicurezza alimentare, continuità operativa e reputazione spingono molte aziende a investire in sistemi di prevenzione e monitoraggio. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Rentokil, società specializzata nel pest management, in collaborazione con mUp Research, che ha analizzato il punto di vista dei Quality Manager delle aziende agroalimentari italiane per comprendere come venga gestito il rischio legato agli infestanti delle derrate.

Un’azienda su dieci ha registrato infestazioni negli ultimi tre anni
Secondo l’indagine, circa il 10% delle aziende intervistate ha riscontrato episodi di infestazione delle derrate alimentari nel corso degli ultimi tre anni.
L’incidenza risulta più elevata nel comparto della logistica e della distribuzione, dove la percentuale sale al 14,1%. Un dato che potrebbe essere collegato alla maggiore movimentazione delle merci, alla frequente esposizione verso l’esterno e alla complessità delle attività operative che caratterizzano questo segmento della filiera.
Anche la dimensione aziendale sembra influenzare il livello di esposizione al rischio. Le imprese con almeno dieci dipendenti mostrano infatti una maggiore incidenza di infestazioni rispetto alle realtà più piccole, un fenomeno che potrebbe essere correlato alla maggiore complessità organizzativa e gestionale.
Il danno reputazionale è la principale preoccupazione
Pur in presenza di una frequenza relativamente contenuta degli episodi di infestazione, il livello di attenzione delle aziende rimane elevato.
Il 92,5% delle imprese coinvolte nella ricerca individua nel danno reputazionale la principale conseguenza potenziale di un’infestazione. Seguono i rischi per la sicurezza alimentare (87,6%), gli impatti sulla continuità operativa (86,4%) e la possibile perdita di certificazioni e conformità normative (77,8%).
I dati evidenziano come il tema venga affrontato non soltanto dal punto di vista produttivo, ma anche come elemento strategico per la tutela del marchio e delle relazioni commerciali.
Prevenzione e monitoraggio al centro delle strategie aziendali
Per ridurre il rischio infestazioni, la maggior parte delle aziende adotta programmi strutturati di controllo.
Il 77% delle imprese dichiara di disporre di un piano continuativo di monitoraggio e disinfestazione con interventi regolari, mentre l’11,2% effettua verifiche con frequenza trimestrale o semestrale. Rimane tuttavia una quota del 4,4% che non dispone ancora di protocolli strutturati.
Tra le misure più diffuse figurano i controlli periodici, adottati dal 70,2% delle aziende, il rafforzamento delle pratiche di pulizia e igiene (62%) e gli interventi preventivi di natura strutturale (61,2%).
L’indagine evidenzia quindi una crescente diffusione di approcci integrati, basati sulla combinazione di monitoraggio, prevenzione e interventi mirati.
Il ruolo dei trattamenti termici nella gestione delle infestazioni
Tra le tecnologie disponibili per il controllo degli infestanti delle derrate alimentari, la ricerca evidenzia una diffusione ancora limitata dei trattamenti ad alte temperature: soltanto il 6,7% delle aziende dichiara infatti di utilizzarli.
Questa metodologia prevede l’innalzamento controllato della temperatura degli ambienti interessati fino a valori compresi generalmente tra 45°C e 55°C, con l’obiettivo di eliminare gli infestanti nelle diverse fasi del loro ciclo vitale senza ricorrere a sostanze chimiche.
Secondo Rentokil, il trattamento può essere applicato in diversi contesti produttivi del settore agroalimentare e consente di raggiungere anche aree difficilmente accessibili come macchinari, intercapedini e impianti industriali. Tra i vantaggi indicati dall’azienda vi sono l’assenza di residui chimici e la possibilità di riprendere rapidamente le attività produttive al termine dell’intervento.
Atmosfera modificata e monitoraggio digitale
Oltre ai trattamenti termici, il settore ricorre anche a tecniche di atmosfera modificata, che prevedono l’impiego di gas inerti all’interno di ambienti sigillati per eliminare gli infestanti senza alterare le caratteristiche delle materie prime trattate.
Accanto agli interventi di eradicazione, assume un ruolo sempre più importante la prevenzione. In questo ambito si inseriscono le tecnologie digitali dedicate al monitoraggio degli infestanti, che consentono un controllo continuo degli ambienti produttivi e una rilevazione più rapida di eventuali anomalie.
Le strategie preventive comprendono inoltre attività di proofing, ovvero interventi strutturali finalizzati a limitare o impedire l’accesso di roditori e insetti agli stabilimenti produttivi.
L’indagine evidenzia come il rischio legato alle infestazioni delle derrate alimentari continui a rappresentare una questione rilevante per le aziende della filiera agroalimentare italiana. Pur registrando una diffusione relativamente contenuta degli episodi, le possibili conseguenze sulla sicurezza alimentare, sulla reputazione e sulla continuità operativa spingono molte imprese ad adottare sistemi di prevenzione sempre più strutturati.
Monitoraggio costante, interventi preventivi, tecnologie digitali e nuove metodologie di trattamento costituiscono oggi gli strumenti principali attraverso cui le aziende cercano di ridurre il rischio e garantire standard elevati di qualità e sicurezza lungo l’intera catena produttiva.
