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Le zecche: dai boschi d’alta quota ai giardini di città

Il riscaldamento climatico e la maggiore presenza di ospiti selvatici stanno spingendo le zecche verso quote più alte e nuove aree, inclusi parchi e giardini urbani, aumentando le occasioni di contatto e i rischi per la salute. Leonardo Lifescience Group fa il punto sul fenomeno e sulle strategie di prevenzione.

Le zecche stanno allargando i propri confini. Da un lato salgono di quota, colonizzando fasce di montagna un tempo troppo fredde per loro; dall’altro si avvicinano sempre più agli spazi della nostra vita quotidiana, fino ai parchi e ai giardini delle città. Il risultato è che il loro areale non è più confinato a poche zone e a determinati mesi dell’anno, ma si estende su un territorio via via più ampio e per una stagione più lunga.

I dati sul campo raccontano un’espansione netta. Il monitoraggio condotto nei Parchi delle Alpi Cozie in collaborazione con l’Università di Torino ha rilevato la presenza stabile di Ixodes ricinus, la specie più diffusa in Italia, fino a oltre 1.800 metri di quota, nell’ambito di un monitoraggio esteso a siti fino a quasi 1.900 metri e ben oltre il limite dei 1.300-1.400 metri storicamente indicato come soglia superiore del suo habitat.[1] Sul versante nord-orientale, gli studi epidemiologici condotti tra il 2015 e il 2022 negli ospedali di Padova, Vicenza, Belluno e Bolzano confermano il Triveneto come una delle aree più interessate, con una diffusione che dalle zone endemiche si allarga a Prealpi, fasce pedemontane e aree collinari, mentre segnali di crescita emergono anche in Liguria e Piemonte.[2]

Dietro questa espansione ci sono fattori ambientali su cui esperti e istituzioni concordano. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea come l’attività delle zecche sia strettamente legata a temperatura e umidità: inverni più miti e stagioni più lunghe riducono i periodi di quiescenza e prolungano le finestre di attività, permettendo alle zecche di sopravvivere anche dove il freddo un tempo le limitava.[3] A questo si aggiunge la maggiore disponibilità di ospiti su cui completare il ciclo biologico: il Ministero della Salute ricorda che, accanto a roditori e piccoli mammiferi, i grandi ungulati selvatici, come cervi e cinghiali, rappresentano ospiti comuni degli stadi adulti, e la loro crescente presenza in prossimità delle aree frequentate dall’uomo moltiplica le occasioni di contatto.[4]

Un rischio che si avvicina agli spazi di tutti i giorni

Leonardo Lifescience Group, il primo Gruppo italiano specializzato nella protezione di ambienti, persone e animali, a questo proposito invita a un cambio di prospettiva: la protezione dalle zecche non è più un tema stagionale e di nicchia, ma una componente ordinaria della gestione degli spazi verdi.

Il punto che Leonardo Lifescience Group intende evidenziare è proprio questo avvicinamento del rischio agli spazi quotidiani. Come ricorda lo stesso Ministero della Salute, la zecca è ormai presente anche in ambienti suburbani e urbani, inclusi parchi e giardini cittadini. La ricaduta sanitaria del fenomeno è reale — i casi di encefalite da zecche (TBE) nella forma neuro-invasiva monitorati dall’ISS sono passati da 21 nel 2020 a 67 nel 2025, più che triplicati in cinque anni[1] — ma la risposta più efficace resta a monte, sul terreno della prevenzione e della corretta gestione degli ambienti.

“Per anni abbiamo pensato alle zecche come a un rischio occasionale, legato alle gite fuori porta e a chi frequenta boschi e sentieri. Oggi non è più così: il fenomeno si è allargato, è arrivato nei parchi urbani e nei nostri giardini, e cambia la stagione in cui dobbiamo farci attenzione. Il nostro compito, come azienda che si occupa da sempre di protezione degli ambienti di vita e lavoro, è aiutare cittadini, amministrazioni e operatori a leggere questo cambiamento e ad affrontarlo con gli strumenti giusti, senza allarmismi ma con la giusta attenzione – afferma Luigi Bazzolo, Vicepresidente di Leonardo Lifescience Group.



[1] Aree Protette Alpi Cozie – Università degli Studi di Torino, “Risultati del monitoraggio zecche 2021 in Alta Valle di Susa”. https://www.parchialpicozie.it/news/detail/17-01-2022-on-line-i-risultati-2021-sul-monitoraggio-zecche-2021-in-alta-valle-di-susa/

[2] “Epidemiology of tick-borne diseases diagnosed in patients in north-eastern Italy, 2015–2022”, BMC Infectious Diseases (Springer Nature), 16 marzo 2026. https://link.springer.com/article/10.1186/s12879-026-13078-z

[3] Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, “Zecche”. https://www.epicentro.iss.it/zecche/

[4] Ministero della Salute, scheda “Malattia di Lyme”. https://www.salute.gov.it/new/it/scheda-malattia/lyme-malattia-di/


Le proposte di Leonardo Lifescience Group

Per rispondere a questo scenario in evoluzione, Leonardo Lifescience Group ha selezionato all’interno della propria offerta Garden, sotto il cappello Vebi, una serie di soluzioni mirate alla protezione degli ambienti verdi e degli animali domestici, con particolare attenzione alla prevenzione della presenza di zecche negli spazi frequentati quotidianamente da persone e animali.

Disponibili attraverso i canali specializzati, agrarie, consorzi e garden center, questi prodotti rappresentano strumenti concreti a supporto di una corretta gestione preventiva degli ambienti domestici e outdoor. Tra le soluzioni individuate rientrano prodotti basati sulla tecnologia della microincapsulazione applicata agli insetticidi, una tecnologia che consente di sviluppare formulazioni efficaci e pratiche, che consentono ai principi attivi contenuti nella microcapsula di agire immediatamente ma anche di essere rilasciati nel tempo garantendo una protezione persistente.

Tra queste, Draker 10.2 e Draker RTU sono pensati per la protezione degli ambienti attraverso formulazioni concentrate e pronte all’uso, mentre Rescudo è dedicato alla protezione degli animali domestici. Insieme, queste soluzioni testimoniano l’impegno di Leonardo Lifescience Group nel mettere a disposizione di consumatori e professionisti strumenti innovativi per affrontare in modo consapevole un fenomeno in crescita.

A proposito di Leonardo Lifescience Group

Leonardo Lifescience Group è il nuovo polo di innovazione e punto di riferimento nel settore chimico in Italia. Nasce dall’aggregazione delle aziende indipendenti Vebi e Bleu Line. Leonardo Lifescience Group è capogruppo titolare al 100%, Vebi è il pillar commerciale wide-range rivolgendosi in modo trasversale al consumatore finale e agli appassionati del verde, agli utenti semi professionisti del settore cleaning & Ho.re.ca. e ai disinfestatori professionisti. Bleu Line è il secondo pillar commerciale del Gruppo verticale sul canale Pest Control, distributore di marchi importanti destinati ad un uso professionale.