
Le invasioni biologiche rappresentano una minaccia crescente per la biodiversità, gli ecosistemi e l’agricoltura. La globalizzazione, il commercio internazionale e i cambiamenti climatici favoriscono la diffusione di specie aliene — animali, piante, insetti e microrganismi — che superano barriere biogeografiche e si insediano in nuovi territori, causando danni ecologici, paesaggistici, sanitari, economici e sociali.
La regione mediterranea è particolarmente vulnerabile. Secondo l’IPBES (Piattaforma Intergovernativa sulla Biodiversità e i Servizi Ecosistemici), sono oltre 37.000 le specie introdotte dall’uomo, di cui 3.500 considerate altamente dannose.
In Italia, il progetto PNIR Agritech — Task 3.3.3 — promuove strategie e strumenti di rete per coinvolgere cittadini e stakeholder nella protezione delle piante e nella gestione del rischio da specie aliene. Il CNR – Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP) di Bari guida le ricerche, con particolare attenzione al batterio da quarantena Xylella fastidiosa.
Gli obiettivi del progetto sono:
- Sensibilizzare sull’importanza della protezione sostenibile delle piante e sui rischi delle invasioni biologiche.
- Favorire la partecipazione attiva dei cittadini e il dialogo tra gli attori coinvolti, per una produzione agricola efficace e sostenibile.
Sono stati sviluppati diversi strumenti:
- Una piattaforma online con materiali informativi.
- Una sezione di citizen science per segnalare specie aliene.
- Strumenti educativi interattivi.
- Materiali formativi e di ricerca per pubblici diversi.
Infine, è stato creato un questionario — “Invasioni Biologiche, Organismi Alieni e Opinione Pubblica” — per raccogliere opinioni e livelli di consapevolezza sul tema.
