Il problema del punteruolo rosso delle palme

La lotta al punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus) è un tema attuale, e in questi giorni viene affrontato nella zona di Cagliari, ma anche in Liguria, in Toscana…

Per esempio, a San Vincenzo in Val di Cornia, in Maremma, il sindaco ha emanato un’ordinanza per stabilire le misure contro la diffusione del punteruolo rosso. Oltre a comunicare tutti i casi di questa malattia delle palme, i proprietari, i vivaisti e gli operatori del settore sono chiamati a controllare ogni esemplare in loro possesso controllando i sintomi dell’infestazione: anomala inclinazione delle foglie alla sommità della palma, presenza di rosure superficiali o fori sulle foglie e/o alla base, la presenza di bozzoli (camere pupali) creati dal parassita e la presenza di esemplari adulti di coleottero.

Se la palma presenta i sintomi di infezione, è necessario attuare misure per contenere la diffusione del parassita, diverse secondo il luogo in cui si trova (pieno campo, giardini domestici, vivai, ville ecc.).

Monitoraggio per prevenire

A Finale Ligure il sindaco tenta una nuova carta nella lotta alparassita che sta uccidendo le palme della riviera savonese, continua a investire in prevenzione e pensa oggi a un monitoraggio più scientifico. Poiché l’identificazione del punteruolo visivamente è molto tardiva, perché i sintomi evidenti appaiono solo quando l’azione erosiva delle larve è molto avanzata, e quindo le possibilità di recupero sono scarse e l’infestazione può mettere a rischio anche le palme adiacent, riuscire a prevenire il problema è un approccio importante. Il sistema di monitoraggio prevede l’installazione di sensori in grado di individuare precocemente la presenza di larve di punteruolo – anche con dimensioni inferiori a 1 cm – e il monitoraggio costante continuo del livello di infestazione tramite una App dedicata. In questo modo è possibile identificare l’insetto nei primi stadi di vita e quindi agire in maniera efficace e puntualiesugli esemplari colpiti, ottimizzando le possibilità di recupero e minimizzando l’impatto ambientale e i costi dei trattamenti fitosanitari. 

E in Riviera appare anche il punteruolo nero

Non solo le palme, ma anche le agavi hanno ragione di essere preoccupate. Il punteruolo nero dell’agave (Scyphophorus acupunctatus) è stato infatti trovato all’interno di un’agave del giardino esotico Pallanca di Bordighera. Come rileva Giacomo Pallanca, il titolare del giardino, precisa che il coleottero era già stato scoperto qualche anno fa, i primi casi sono stati riscontrati in Olanda, anche se il paese d’origine è il Centro America.

Le larve di questo parassita sono in grado di distruggere dall’interno l’intero apparato linfatico delle agavi e delle yucche ornamentali, in maniera del tutto simile al punteruolo rosso delle palme. E, come per il punteruolo rosso, per ottenere un buon risultato la lotta va impostata sulla prevenzione.

        Il punteruolo nero

Piante ospiti: agavi, noline e Yucche ornamentali

Le larve dell’insetto dotate di robuste mandibole, arrecano danni diretti alle piante ospiti; inoltre la specie è ritenuta vettrice di agenti patogeni e in particolare della batteriosi dell’agave sostenuta da Erwinia carotovora che porta al rapido disfacimento dei tessuti.
Originario dell’America centrale, il coleottero è diffuso in tutti i continenti: in Europa è stato dapprima intercettato in Olanda su Yucca e Dasyliron e poi in Lombardia nei fusti di piante di Beaucarnea, coltivate in serra, originarie del Nicaragua ma provenienti dall’Olanda. T

Fonti: Cagliaripad.it; Ivg.it;Quinewsvaldicornia.it; Rivieratime.it; Agraria.com