Il verde pubblico è una risorsa: da preservare e curare

Il rispetto del verde è oggi una manifestazione promettente del risveglio di una coscienza naturalistica del nostro Paese, la sua funzione ecologica, per la valorizzazione del paesaggio, per la ricreazione, per il turismo è indiscussa. La necessità di conservare e di difendere il verde è quindi un dovere di tutti i cittadini.Parco_della_Cava_(Rimini)_in_autunno

Per quanto possa sembrare strano, la prima difficoltà si incontra proprio nel definire che cosa sono gli alberi. Sono da considerare alberi tutte quelle piante legnose che hanno un fusto perenne ben definito, cioè che a pieno sviluppo presentano un’asse principale (fusto e tronco) prevalente sulla massa delle ramificazioni. Tra le tante cause del deperimento del verde ornamentale possiamo sicuramente citare anche alcuni infestanti come Insetti, Acari, Nematodi per le quali occorre agire con interventi di disinfestazione mirati.

Afidi, cocciniglie e tingidi costituiscono un grandissimo interesse perché sono tra gli insetti più dannosi per il verde.

 AFIDI 

Gli afidi, o pidocchi delle piante, passano l’inverno sotto forma di uovo. Gli adulti, maschio e femmina, all’inizio dell’autunno si accoppiano e la femmina depone uno o più uova sulla pianta da loro danneggiata o su altre piante. In autunno gli afidi sono spesso provvisti di ali, per mezzo delle quali possono passare da una pianta all’altra per deporvi le uova d’inverno che si schiuderanno in primavera. Gli adulti poi moriranno ma le uova deposte assicureranno la continuità della specie. Tali uova hanno dimensioni microscopiche ma sono deposte nei luoghi più riparati, nelle screpolature del tronco, dei rametti, della corteccia. È raro il caso di afidi che passano l’inverno in altro modo, per esempio nel terreno, alla base della pianta. Anche in questi casi, meno frequenti, sono però sicuramente protetti dalle intemperie.

Negli afidi, mandibole e mascelle subiscono una notevole modifica divenendo appuntiti stiletti, organi essenziali nell’apparato globale, detto appunto pungente-succhiante.

Gli antiparassitari penetrando per assorbimento nei vasi della linfa con la quale circolano per un certo periodo non arrecano danni alla pianta ma avvelenando la linfa, distruggono gli insetti provvisti di apparato boccale-pungente che infliggono nella foglia gli stiletti.

Dal meccanismo di nutrizione dell’afide, si capisce come su di essi non abbiano influenza gli insetticidi che agiscono per ingestione, in quanto rimanendo in superficie e non possono essere succhiati dall’afide.

COCCINIGLIE 

Le cocciniglie, della famiglia dei coccidi, hanno la caratteristica in una fase del ciclo vitale, di proteggersi sotto uno scudetto ceroso filamentoso a riparo del quale provvedono a nutrirsi infliggendo l’apparato boccale pungente-succhiatore nei tessuti della pianta ospite. Per colpirli in questa fase è necessario impiegare insetticidi capaci di sciogliere le sostanze ceroso-filamentoso dello scudetto protettivo.

TINGIDI 

Sono esclusivamente fitofagi (si nutrono di vegetali), svernano allo stadio adulto sotto la corteccia delle piante o tra i detriti di essa. Escono dai ricoveri invernali in primavera alla ripresa della vegetazione delle piante ospiti, e si portano sui giovani germogli, di cui si nutrono succhiandone la linfa della pagina inferiore delle foglie. Dopo gli accoppiamenti, le femmine depongono le uova infliggendole nel mesofillo fogliare attraverso l’epidermide inferiore. Ogni femmina depone fino a un centinaio di uova, che si schiudono dopo una ventina di giorni. Un tingide particolarmente dannoso è la nota Corythuca ciliata del platano.

ACARI O RAGNETTI 

Tra i più importanti parassiti animali sempre della classe degli artropodi ricordiamo come dannosissimi alle colture, gli acari (piccolissimi ragni). Il loro corpo, a differenza in quanto avviene negli insetti, è diviso in due regioni: una anteriore detta cefalotorace eprosoma e una posteriore detta addome o epistosoma. afidiL’ordine degli acari racchiude un grandissimo numero di specie di piccole e piccolissime dimensioni, con le due regioni da corpo indistinto con sei-otto rampe articolate (tre paia nello stadio di larva e quattro dei successivi). Tra gli acari, alcuni sono ectoparassiti di vertebrati (vivono all’esterno dell’ospite come le zecche) cui possono trasmettere talora i germi di pericolose malattie. Altri, pure parassiti di vertebrati sono la causa di malattie della pelle, quali la scabbia o la rogna dell’uomo e dei vari mammiferi. Le femmine fecondate che hanno svernato in luoghi riparati, specialmente sotto la corteccia delle piante, fuoriescono all’inizio della nuova stagione e cominciano a deporre le uova. Gli acari vivono principalmente sulla pagina inferiore delle foglie su cui stendono numerosi ed esilissimi fili sericei costituendo così una specie di rada ragnatela sotto la quale rimangono protetti. Si nutrono pungendo le foglie e succhiando gli umori, dove la foglia è punta si forma una macchia decolorata, giallognola e, quando le punture sono numerose, tutto il lembo fogliare si secca, si raggrinza e le foglie finiscono per cadere.

 NEMATODI O ANGUILLOLE 

Costituiscono un tipo di piccoli animali di aspetto vermiforme con il corpo non diviso in segmenti e sprovvisto di qualsiasi appendice. Presentano un tubo intestinale fornito di apertura posteriore (boccale) e posteriore (anale) e di regola sessi separati (cioè maschi e femmine distinti fra loro diversi almeno nelle dimensioni).

Questi animali, per quanto si sa, hanno un comune minimo denominatore biologico: passano cioè dalla pianta al terreno (all’epoca della ovodeposizione) e viceversa (dopo la schiusura dell’uovo). Per eliminare le anguillole bisogna andare a colpirle nel suolo, dove esse si trovano, anzi è conveniente andare a combatterle nel terreno e solo nel terreno (a suolo nudo, come si dice ) perchè ben più complessa è ardua è la completa disinfestazione di una data superficie del suolo cercando di colpirlo, le anguillole contemporaneamente e nel suolo medesimo e nell’interno degli organi vegetali entro i quali essi si annidano, si nutrono e si sviluppano. Ad eccezione dei virus, poco conosciuti, anche le generalità dei batteri delle crittogame, degli acari e dei nematodi, presenta una fase di latenza (diapausa) che si ritma nel periodo invernale ed una fase di esplosione infestiva e infettiva evidenti nella tarda primavera nell’estate e nell’autunno.

Di rilevante importanza nell’ambito dei trattamenti di disinfestazione del verde pubblico, oltre ovviamente agli insetticidi per uso civile che devono riportare in etichetta l’uso nel verde pubblico, e prodotti fitosanitari che solitamente vengono preferiti in microemulsione acquosa rispetto a prodotti a base solvente in quanto offrono un minor impatto ambientale, altresì importanti sono gli orari in cui effettuare i trattamenti, solitamente per salvaguardare la salute della pianta e non arrecare alcun danno è consigliato irrorare insetticidi solo al mattino molto presto o la sera tardi e mai in pieno sole.

Inoltre, altrettanto importante risulta utilizzare anche la giusta attrezzatura per l’irrorazione, anche il miglior prodotto irrorato con attrezzature di scarsa qualità o potenza non offrono i risultati attesi, consigliato l’uso quindi di atomizzatori professionali che permettano al prodotto di raggiungere tutti i punti della pianta/e da trattare.

Attrezzature hi-tech

Una delle attrezzature più rivoluzionarie per i trattamenti di aree verdi in agricoltura – e prossimamente anche in ambito civile – sarà il drone. Alcuni tra i principali produttori – come la DJI azienda leader nella produzione da oltre 10 anni – per la prima volta si è concentrata nello sviluppo di droni dedicati all’irrorazione e ha realizzato i droni MG-1 e MG-1S.

Si tratta di droni multirotore (ottocotteri) con un inedito telaio ripiegabile che ospita 8 motori e 4 ugelli in ceramica nella parte inferiore. Un serbatoio con una capacità di 10 kg rendono MG-1 e MG-1S in grado di trattare con insetticidi, fitosanitari o larvicidi naturali (BTI o Aquatain AMF) 1 ettaro di superficie in soli 6 minuti.dji-agras-multirotoreSpruzzare sistematicamente tali prodotti con una pompa on board però può essere un problema per l’affidabilità dei componenti del drone stesso. Per evitare che le micro-particelle di liquido spruzzato vadano a finire dentro i motori è stato studiato un quindi un sistema di raffreddamento interno con dei filtri. I 4 ugelli sono intercambiabili per regolare portata e grado di atomizzazione del prodotto da irrorare.

Naturalmente come per tutti i DJI anche questo mezzo dispone di funzionalità automatiche e semi-automatiche di volo. Alcune sono dedicate a questo ambito specializzato come la memorizzazione dell’ultimo punto in cui si trovava il drone prima di tornare alla base per ricaricare il liquido. Una volta fatto il pieno ricomincerà ad irrorare esattamente sopra al punto in cui aveva interrotto. Il volo automatico oltre a percorrere un tracciato  assicura una velocità di percorrenza costante per spruzzare un getto uniforme.Infine, il particolare telaio ripiegabile permette di ottenere ingombri relativamente ridotti per facilitare il trasporto nella zona operativa.

MG-1 e MG-1S sono ora disponibili anche sui mercati Europei e nel 2018 anche la CEPA la Confederazione che rappresenta tutte le Associazioni dei Disinfestatori presenti in Europa valuterà se sarà il caso di creare un protocollo con le casistiche consentite o meno per i trattamenti delle aree problematiche o difficilmente accessibili anche in ambito urbano.

Nel caso delle infestazioni che danneggiano le piante il drone consentirà di utilizzare solo la giusta quantità di insetticidi, larvicidi o fitofarmaci, sostanze chimiche utilizzate per proteggere piante e colture da molti infestanti, diminuendo così le dispersioni della miscela nell’ambiente. Uno degli effetti collaterali degli insetticidi nebulizzati attraverso i metodi tradizionali è infatti quello di intaccare i terreni, le piante circostanti e di inquinare anche le falde acquifere a causa dell’effetto deriva che a causa del vento si veniva a creare stando alle informazioni diffuse questa tipologia di attrezzature renderà finalmente i trattamenti estremamente più precisi.content_MG-1S_b

Si potranno inoltre irrorare fertilizzanti o diserbanti in modo più mirato ed evitando dispersione eccessiva di prodotto nell’ambiente.Sono già stati utilizzati i droni per trattare:

  • la Drosophila Suzukiiparassita polifago che attacca moltissime specie frutticole tra cui i ciliegi e viticole
  • i parassiti delle castagne, più precisamente contro la Carpocapsa, scientificamente conosciuta come “Cydia Splendana”. La Cydia Splendana è un Lepidottero Tortricide che infesta le castagne, le noci e le ghiande della quercia e del faggio.
  • la mosca delle olive

Infine, l’utilizzo del drone potrà essere applicato anche per monitorare lo sviluppo fogliare e quindi lo stato di salute, ma anche la reazione ai trattamenti. Potrebbe dunque interessare i consorzi, in grado così di valutare se vengono rispettati gli obblighi di effettuare determinati trattamenti di cura. Ma nel caso dei meli e di altri alberi da frutto come il pero, l’albicocco, il pesco, potranno essere utilizzati anche per controllare l’impollinazione, la vigoria della fioritura, e dunque permettere di stimare a priori la produzione, con un impatto decisivo sul processo di commercializzazione.

Mario Alessi