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Attenzione alle Blatte!

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La presenza di questi insetti può portare a seri problemi igienico-sanitari. Conoscerne le abitudini e agire con professionalità è quindi d’obbligo

Mario Alessi

Dal primi anni 2000 a oggi una vera e propria evoluzione/rivoluzione ha coinvolto i disinfestatori professionali in Italia e all’estero: grazie a nuovi corsi di formazione e aggiornamento – organizzati dall’ANID (Associazione Nazionale Disinfestatori Italiani) e dalle aziende produttrici di insetticidi, topicidi, accessori ed equipaggiamenti – fino alle tante fiere nazionali e internazionali e all’introduzione di normative come l’HACCP la professionalità degli operatori è oggi altissima.

Penso quindi che quello che un tempo era definito semplicemente ‘disinfestatore’ possa con merito oggi essere chiamato Professional Pest Control Operator.

Parliamo di Blatte

Comunemente detti scarafaggi o blatte, hanno corpo molto appiattito, con il capo ricoperto da un disco dorsale detto pronoto.

Le dimensioni delle specie presenti in Italia oscillano da pochi mm fino a oltre i 35 mm. La colorazione è solitamente uniforme, variabile dall’ocra al bruno, al nero.

Tipicamente presentano: due paia di ali i maschi, mentre le femmine ne sono prive, ma non mancano specie con gli organi di volo ridotti oppure del tutto assenti.

Quindi parliamo di insetti prevalentemente terrestri che hanno abitudini crepuscolari o notturne.

In qualche caso escono dai propri rifugi di giorno e in presenza dell’uomo: e questo solitamente è un segnale di una forte infestazione.

Originaria dell’Oriente, la blatta si è diffusa in tutto il mondo, scegliendo come suo habitat l’ambiente umano dove vive a spese delle più svariate sostanze di origine organica, e, poiché ha un regime alimentare vario, è praticamente onnivora.

Le specie di blatte più frequenti in Italia sono:

  • BLATTA orientalis L.
  • BLATTELLA germanica L.
  • PERIPLANETA Americana L.
  • SUPELLA Longipalpa F.

Le blatte possiedono un apparato boccale masticatore che permette loro di cibarsi di una larga varietà di materiali. Pur avendo naturali preferenze alimentari, possono causare danni economici diretti, cibandosi di alimenti umani, pelle, peli, carta, colla e altri materiali.

I danni indiretti che essi provocano, derivano dal fatto che gli alimenti con cui vengono in contatto, divengono inutilizzabili a causa del disgustoso odore a essi trasmesso dalle feci e dalle secrezioni ghiandolari di questi insetti.

Potenziali vettori di microrganismi nocivi all’uomo e agli animali domestici, ospiti intermedi di vermi intestinali. la loro pericolosità ai fini igienici è data dai numerosi parassiti, quali Nematodi,

Cestodi e Protozoi, nocivi alla salute dell’uomo, che vivono nell’intestino delle blatte e sono depositati nel loro passaggio.

Per programmare un efficace piano di disinfestazione, è necessario sapere individuare le varie specie e conoscere il loro ciclo vitale.

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Ciclo biologico della blatta

Il ciclo vitale varia da specie a specie, le blatte nel loro complesso si sviluppano attraverso metamorfosi e in particolare passano attraverso tre stadi:

  • Uovo
  • Ninfa
  • Adulto

Le uova vengono abbandonate in gruppi contenuti in ooteche. Le ninfe emergono dalle uova e normalmente assomigliano all’adulto, anche se con dimensioni ovviamente diverse e anche se talvolta hanno un colore diverso.

Le ninfe si nutrono indipendentemente e crescono e si modificano fino a raggiungere lo stadio adulto attraverso le diverse mute.

Rischio sanitario e trattamenti di disinfestazione specifici

Le blatte riescono a insediarsi in ogni tipo di ambiente, contaminando, con i loro escrementi e secrezioni, alimenti e utensili. Possono inoltre essere vettori di agenti patogeni e la presenza stabile di blatte potrebbe essere indice di cattive condizioni igienico-sanitarie.

Il tipo di intervento di disinfestazione varia in funzione del grado di infestazione, che può essere

basso quando esse sono visibili solo nelle ore notturne, o alto quando è possibile

ritrovarle durante il giorno, con contemporanea presenza delle tracce del loro passaggio come feci o rigurgiti.

Le operazioni di disinfestazione si suddividono in tre fasi:

  • ISPEZIONE
  • LA LOTTA
  • MONITORAGGIO E MANTENIMENTO

Prima di iniziare ad analizzare le tre fasi vorrei dare qualche consiglio riguardo i sistemi di protezione individuale, consigliati all’operatore professionale per poter lavorare in totale sicurezza.

Infatti, considerando il pericolo sanitario insito nella frequentazione dei luoghi infestati dalle blatte è indispensabile un adeguato abbigliamento:

  • tuta (in tyvek) con cappuccio,
  • guanti in neoprene
  • stivali in gomma,
  • maschera coprente l’intero viso, dotata di doppio filtro antipolvere e antivapori organici (individuati dalla colorazione bianca e marrone).

ISPEZIONE

Nella prima fase è di grande importanza l’ispezione, che permette di programmare le

future operazioni di lotta.

Durante la visita ai locali da trattare occorre determinare il tipo e l’entità dell’infestazione, i nascondigli come macchine distributrici di bevande, coibentazioni di condotte riscaldate, impianti di condizionamento, macchine lavastoviglie, centraline elettriche, condotte di scarico, immondizia, luoghi caldo umidi di industrie alimentari, mense, ristoranti, ospedali, panifici, aerei, navi e le sorgenti di cibo delle blatte. Quindi è necessario identificare le possibili cause di propagazione dell’infestazione e fra queste deve essere dedicata particolare attenzione a eventuali scaldavivande mobili, a merci che vengono frequentemente movimentate all’interno dei magazzini, a merci in arrivo, a scarsa pulizia etc.

Altrettanto importante è il monitoraggio delle specie presenti, che può avvenire distribuendo un appropriato numero di trappole collanti con attrattivo alimentare in alcune aree dello stabilimento

in cui possa essere ipotizzata la presenza.

Una volta identificate le specie presenti e i possibili rifugi, occorre effettuare una accurata pulizia per rimuovere il materiale organico di cui gli insetti si nutrono e trattare con uno spruzzatore a pressione e con insetticidi liquidi innanzitutto le superfici sulle quali le blatte si spostano. In questa fase è opportuno operare con cautela, evitando di contaminare con gli insetticidi i cibi o qualsiasi cosa possa venirne a contatto.

LA LOTTA

Alla fase preliminare occorre far seguire un trattamento mirato all’interno dei rifugi delle blatte, in particolare crepe e fessure, utilizzando insetticidi dotati di potere stanante, i quali, provocando eccitazione dell’insetto, lo costringono a uscire dai rifugi e a entrare in contatto con l’insetticida residuale precedentemente irrorato.

Altra tipologia di trattamento – sicuramente meno invasivo ma molto efficace – è il gel insetticida, indicato per il controllo degli scarafaggi in strutture quali: cucine, bagni, ospedali, industrie alimentari, rivendite di prodotti alimentari, ristoranti, alberghi, magazzini, mezzi di trasporto, navi, treni, aerei, apparecchiature automatiche per la distribuzione di cibi/bevande (vending machines) etc.

Si itrova pronto all’uso e può essere applicato subito senza preparativi preliminari.

E – cosa molto importante – può essere applicato in presenza di persone, senza dovere interrompere le normali attività lavorative durante l’applicazione.

Il gel viene applicato in vicinanza o all’interno di fessure, nei luoghi nascosti, negli angoli e in generale nei siti dove si nascondono gli scarafaggi (dietro mobili, scaffali, sotto fornelli, sotto i lavelli, dietro i frigoriferi, all’interno di condotti etc.); grazie alla sua azione attrattiva i suoi effetti sono visibili già dopo poche ore.

Solitamente le blatte muoiono successivamente all’ingestione all’interno del rifugio dove, grazie a un vero e proprio effetto domino: in generale, questi insetti si cibano senza problemi dei cadaveri dei loro simili, quindi se questi sono morti intossicati dal gel anch’essi sono tossici.

Nei luoghi ove possibile (scantinati, magazzini, fogne, discariche) può essere indicato effettuare trattamenti ambientali con nebulizzatori ULV.

Dopo aver effettuato il trattamento, nei giorni successivi, bisogna fare effettuare una accurata pulizia e procedere alla chiusura con stucco o silicone di tutte le fessure e le crepe che sono state in precedenza trattate.

MONITORAGGIO E MANTENIMENTO

Per programmare i successivi trattamenti occorre tener presente la resistenza delle ooteche all’azione degli insetticidi, perciò la distanza nel tempo tra gli interventi dovrà variare in considerazione delle specie presenti.

Ci sono alcune norme igienico-sanitarie e comportamentali che possono aiutare a mantenere sotto controllo la popolazione delle blatte dopo il trattamento.

A trattamento avvenuto, per prevenire eventuali reinfestazioni, è necessario provvedere a:

  • Accurata pulizia e mantenere i locali puliti e asciutti
  • Stivare merci su pallet e non a contatto diretto coi pavimenti o con le pareti al fine di consentire periodiche ispezioni
  • Controllare che le merci in entrata non presentino tracce evidenti di infestazione
  • Dotare gli scarichi di sifoni e sigillare i raccordi tra i tubi di scarico e le fognature da cui le blatte possono entrare nello stabilimento
  • Chiudere crepe e fessure dove possono annidarsi le blatte
  • Eliminare ogni residuo di cibo facilmente disponibile
  • Mantenere i rifiuti in contenitori chiusi
  • Un continuo monitoraggio negli ambienti trattati consentirà di verificare l’insorgenza di una eventuale re-infestazione e di intervenire prontamente.

 

 

 

 

 

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